01 Mag
2017

Per quanto vicina, non ero mai stata a Vinci, patria del grande Maestro Leonardo.

Che errore!
Complice una meravigliosa giornata, seppur ancora invernale, prendiamo la macchina e in neanche mezzora siamo alla Casa Natale del Maestro, sulle colline di Anchiano, a 3 km da Vinci, dove Leonardo naque nel lontano aprile del 1452.
Ci sono diverse opzioni per i biglietti (a seconda che uno visiti solo Vinci o anche i dintorni, avendo a disposizione una macchina), e optiamo per il percorso completo, che prevede la Casa Natale di Leonardo, il Museo Leonardiano e la Mostra Impossibile (11 €).

Il solo paesaggio merita la visita,  incontaminato e suggestivo, che regala una visione d’insieme delle campagne toscane, con punte di alpi innevate in lontananza.

Vista da Anchiano della campagna Toscana
Vista da Anchiano della campagna Toscana

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Dal parcheggio, un elegante sentiero in porfido, circondato da alberi di olivo secolari, ci conduce verso la casa.

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Purtroppo, oltre alla struttura del complesso, una tradizionale colonica toscana in perfetto stato (dopo opere di restauro), non si può trovare molto della vita lì vissuta da Leonardo, ma all’interno di una delle stanze ci fanno vedere un video della durata di circa 10 minuti (in loop in italiano, francese, tedesco e spagnolo), realizzato molto bene e soprattutto coinvolgente, la narrazione audio-visiva “Leonardo a Vinci: un genio si racconta” vale l’intera visita:  l’ologramma di Leonardo fa rivivere la sua storia e il suo universo più intimo e personale, accompagnato da immagini, schizzi e paesaggi, narrando la sua vita dalla nascita in quel posto fino ai viaggi percorsi per realizzare le sue opere.

Il video del filmato che abbiamo visto l’ho trovato su internet a QUESTO  link

Casa Natale di Leonardo da Vinci ad Anchiano
Casa Natale di Leonardo da Vinci ad Anchiano
Casa Natale di Leonardo da Vinci ad Anchiano
Casa Natale di Leonardo da Vinci ad Anchiano
Casa Natale di Leonardo da Vinci ad Anchiano
Casa Natale di Leonardo da Vinci ad Anchiano

Fuori rustico, dentro “vivo” e attrezzato con le più moderne tecnologie. In un’altra stanza, ad esempio,  è rappresentata l’Ultima Cena, proiettata su parete su uno schermo di tre metri per quattro, e si può interagire con il dipinto posizionandosi in un determinato punto della sala, “scorrendolo” e “zommando” solo muovendo le braccia.

Lasciamo Anchiano e la prima tappa della nostra visita, tornando alla macchina in direzione Vinci.

Lungo la strada, vediamo l’indicazione della “Mostra Impossibile“. Non sappiamo cosa sia, ma è compresa nel biglietto, ed essedoci di fatto passati davanti, decidiamo di fermarci.

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Sinceramente, non è quello che mi aspettavo. Certo, il nome “Mostra Impossibile” avrebbe dovuto accendermi la lampadina, ma così non è stato. Così, all’ingresso, mi fermo a leggere il cartello.

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In pratica, mi sono trovata davanti alle riproduzioni fedeli dei dipinti, con tanto di certificazioni da parte di critici e storici dell’Arte, che a quanto pare sono favorevoli all’iniziativa (il sito sulle Mostre possibili esistenti ad oggi lo potete vedere QUA) .

Per quanto capisco lo scopo culturale nobile, il mio pensiero è che, per quanto difficile poter ammirare gli originali, l’emozione che poi si manifesta è diversa, profonda, sincera. Qui non ho provato assolutamente nulla.

Certo, ho fatto una foto alla Gioconda, all’ Ultima Cena, alla Dama con l’Ermellino… tutte insieme non sarebbe mai stato possibile questo lo so. Ma so anche che erano copie: avrei preferito vederne uno solo, ma originale.

Ripeto, lodevole l’iniziativa per la promozione culturale, ma personalmente avrei preferito vedere delle fotografie delle opere, su carta fotografica o altro supporto. Mettere su tela un dipinto identico all’originale, sapendo che non lo è, per me è troppo. Dal mio punto di vista avrebbe dovuto mantenersi una differenza percepibile.

De Gustibus, tra favorevoli e contrari all’iniziativa dei Musei Impossibili, io mi trovo contraria.

Musei Impossibili: L'ultima Cena di Leonardo
Musei Impossibili: L’ultima Cena di Leonardo
Musei Impossibili: Leonardo
Musei Impossibili: Leonardo
Io e la Gioconda
Io e la Gioconda

Risaliamo in macchina e continuiamo il nostro percorso, prossima tappa Vinci!

Il paese è piccolo ma molto caratteristico, situato sulle pendici del Montalbano ed immerso nella suggestiva campagna toscana. Ovviamente, qui tutto vive sul mito del Maestro, e non ne mancano riferimenti in ognuno dei piccoli negozietti che circondano la piazza principale. Ormai si sono fatte le 2, e ci fermiamo a pranzare. Anche qui, non perdiamo di vista per un secondo dove siamo 🙂

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Riniziamo la nostra visita ed entriamo nel cuore di Vinci, per visitare il Museo Leonardiano, che è ospitato nelle due sedi della Palazzina Uzielli e del Castello dei Conti Guidi. Il centro della cittadina è magico, sembra intatto nonostante la modernizzazione, con edifici in pietra e stradine arroccate. Non pratico per carrozzine o persone con disabilità, ma assolutamente suggestivo.

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Entriamo nel Museo, dove sono esposti oltre 60 modelli di macchine, con riferimenti agli schizzi e alle annotazioni manoscritte dell’artista, e anche qui animazioni digitali e applicazioni interattive coinvolgenti ed istruttive.

L’immagine più bella, però, è sicuramente quella che lascia il paesaggio fuori. Ogni parte del museo è contraddistinta da ampie vetrate che permettono la vista sull’esterno e sulla tranquillità delle colline toscane.

Museo Leonardiano di Vinci
Museo Leonardiano di Vinci
Museo Leonardiano di Vinci
Museo Leonardiano di Vinci

Usciamo dal museo (assolutamente da vedere al piano superiore la vista sulla campagna di Vinci e il vicino campanile, controsole nell’orario della mia visita!) e girando intorno al Museo andiamo a vedere da vicino la Scultura in legno di Mario Ceroli in Piazza Masi (che avevamo visto dalle vetrate del Museo), ispirata all’Uomo Vitruviano di Leonardo,  affacciata sul paesaggio, l’elemento che mi è piaciuto di più di tutta la visita: il corpo umano, perfettamente inscrivibile nella doppia figura geometrica del quadrato e del cerchio, rivolto verso la natura.

"L'uomo di Vinci": Scultura in legno di Mario Ceroli
“L’uomo di Vinci”: Scultura in legno di Mario Ceroli
"L'uomo di Vinci": Scultura in legno di Mario Ceroli, e la campagna toscana
“L’uomo di Vinci”: Scultura in legno di Mario Ceroli, e la campagna toscana

Finita la visita, un ultimo scorcio di tempo per vedere Piazza Guidi, un intervento di riconfigurazione urbana firmato da Mimmo Paladino nel 2006 per dialogare sia con il Museo che con l’identità di Leonardo, in chiave moderna. Un’area pedonale caratterizzata da un reticolo di geometrie, con scomposizioni e ricomposizioni di piani in lastre di cardoso.
Sicuramente un intervento forte, in netto contrasto con tutto l’intorno,  di impatto. Non sono riuscita a a decidere se mi piacesse o meno, forse trovare delle spiegazioni in merito mi avrebbe aiutato a prendere una decisione.

Sicuramente, mi è sembrato abbastanza abbandonato a se stesso e, considerati i soli 10 anni, in stato di conservazione non eccelso.

 

Piazza Guidi, Vinci
Piazza Guidi, Vinci

La nostra giornata è finita, e ci prendiamo ancora qualche momento per addentrarci nelle stradine del paesino e scorgere attimi di vissuto degli abitanti, prima di riprendere la macchina e tornare verso casa.

Una gita che merita sicuramente di essere considerata, sia che già si conosca l’opera di Leonardo (e vi assicuro che il Museo dà tantissimi spunti interessanti e non scontati !) sia per scoprirlo per la prima volta. Adatta ad adulti e bambini. E, se la cultura non è il vostro forte… nessun problema, il paesaggio e il buon cibo sono comunque un ottimo motivo per partire in esplorazione!

Alla prossima!

 

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Greta

greta@gretagabaglio.com

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