10 Mag
2020

14 maggo 2017: è la festa della mamma e, per ragioni che si capiranno, questo articolo rimarrà una bozza.

Non faccio in tempo ad aprire la pagina Facebook, che la bacheca è invasa da filmati, fotografie, frasi e pensieri dedicati alla mamma, più rivolti a se stesse che alla propria. Non sono riuscita ad andare oltre al quinto consecutivo.

Partendo dal presupposto che ognuno usa i social come vuole, e ci mancherebbe, ma perchè oggi siete le mamme più felici del mondo, e solo ieri vi lamentavate delle fatiche e di quanto bello fosse quando eravate in due? Perchè dire oggi al mondo intero quanto sia importante la vostra mamma, mentre poi magari dal vivo manco le regalate un fiore o la chiamate?

Non è l’atto a infastidirmi, ma la banalità col quale viene trasmesso.

Penso a tutte le persone che la mamma non ce l’hanno più (anche se non saremo mai genitori, saremo sempre figli), e anche se il ricordo rimarrà sempre vivo e indelebile (non è una giornata a renderlo meno presente!!)   il pensiero mi intristisce, e mi ricorda quanto sono fortunata, ad avere ancora la mamma. Forse dovrebbe essere questo il messaggio.

Infine, penso a tutte quelle che, come me, vorrebbero che questa festa fosse anche la loro, indipendentemente dalla giornata, ma non lo è. Non sono mamme,  e non per loro volontà. Probabilmente è per questo che molti dei post di oggi sono per me un pugno allo stomaco.

Qualcuna, come me, continuerà a provarci finchè l’età glielo consentirà. Altre, hanno dovuto abbandonare questo desiderio. La maggior parte delle coetanee, e persone con anche 10 anni meno di me, oggi esternano l’orgoglio di essere madri, e ieri l’impossibilità di fare un aperitivo. Passato il giorno simbolico, si lamentano di quello e di quell’altro, senza probabilmente rendersi conto del dono che è stato loro concesso. Eh si, perchè probabilmente ad avere ancora la mamma, o diventare mamma dopo qualche tentativo, o per errore di calcolo , si perde la percezione dell’enorme amore e sforzo che ci sta dietro, all’essere o cercare di essere madri. E, questo, mi fa incazzare terribilmente.

Un giorno forse lo sarò anche io, e pubblicherò foto scrivendo quanto bello sia esserlo. O forse no, perchè c’è tutto un mondo che gira dietro a questa festa che dovrebber essere simbolica e alla quale non si puo attribuire un solo giorno, e invece è diventata, dalla tv alla radio ai social, una questione commerciale, per parlare un pò , per ritenersi speciali,  spendere qualche euro e pubblicare qualche scatto.

L’amore, quello che dovrebbe star dietro tutto, io oggi l’ho letto solo in superficie. Certo, alcuni testi e immagini li ho “sentiti”: in alcuni post l’ho trovato, l’amore, quello che fa la differenza tra le centinaia di post  CTRL+C / CTRL + V e un sentimento autentico. Oggi, a fronte di alcuni messaggi profondi, letti con piacere,  ho visto una quantità imbarazzante di esibiziosnimo anonimo, l’utilizzo di una festa per pubblicare messaggi vuoti, senza carattere.

E, se pensavo di essere l’unica sprezzante verso questo conformismo, ho ritrovato il mio pensiero in diverse altre persone, decisamente meno coinvolte di me. Da ” il cantarsela e suonarsela delle mamme sui social è insopportabile” al “è stupefacente come siete capaci di trasformare una bella festa in un’opportunità per screditare la dignità di altre famiglie e in tutto questo credervi brave persone e bravi genitori”, per citare i post di due miei contatti.

Insomma, il troppo stroppia. E se è vero che gli auguri di Natale non si fanno il giorno della Befana, non è altrettanto vero per questa giornata, che dovrebbe trovare consistenza in una manifestazione continua, non datata.

Ma così oggi sembra essere. E allora auguri a tutte le mamme, a quelle che lo sono state, che lo sono, che lo saranno, ma soprattutto auguri a tutte quelle donne che vivono i sentimenti con amore e sanno trasmetterlo, sul web e soprattutto in privato, senza cadere nella retorica e mediocrità!

28 aprile  2019: ecco, ci risiamo, un paio di settimane e sarà la festa della mamma. Ho la  fortuna di avere ancora la mia e…. se tutto va bene, dall’anno prossimo due nanetti, un maschietto e una femminuccia, mi chiameranno con questo nome 🙂 Sono passati due anni dall’enorme sconforto del post precedente, ma è stato proprio allora che ho cominciato seriamente a “lottare”, dopo altrettanti due anni di insuccessi …

Mi ritrovo in tutto quello che ho scritto. Sto per entrare nel settimo mese, e le persone  cui l’ho detto si contano sulle dita di due mani. Aver vissuto la sofferenza dell’aborto e dell’insuccesso della ricerca non ti permette di godere pienamente il momento,  solo tra chi ci è passato ci si può capire, ma sicuramente rende il tutto più consapevole, forse privato, senza bisogno di doverlo urlare al mondo.

Il mio mondo è qui, dietro a questo schermo, e tra pochi mesi io e Gabriele lo ribalteremo.

10 maggio 2020: sono stata ottimista, 10 mesi è probabilmente troppo presto per dire “mamma”, ma tra “iaiaia” e “bababa” direi che a Ginevra e Gioele non gliene può fregare molto di più che sia la festa della mamma oggi, e a me va benissimo così. 🙂

Auguri alla mia mamma!

Greta

greta@gretagabaglio.com

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