01 Mag
2018

E un’altra Design Week è andata… La tredicesima, da interna al settore.

E come ogni sacrosanta tredicesima che si rispetti, almeno per chi ha la fortuna di vederla (non certo la sottoscritta in libera professione) la aspetti tutto l’anno, e quando arriva riesci appena ad intravederne il potenziale che è già finita 😆

Poco più di un giorno effettivo per guardare “al di là del mio“, per poi ripiombare tra gli arretrati per almeno una settimana. E infine, complice il ponte del primo maggio, riesco finalmente a stilare il mio personale “Best Of”.
Parziale, ovviamente, perchè non sono riuscita neanche minimamengte ad avvicinarmi ai distretti di Ventura Lambrate e 5 Vie, e tra Brera e Tortona l’oltre ora di coda all’installazione di Bulgari (che ho visto esser stata MERAVIGLIOSA), e quella per Panasonic in Brera, non mi hanno permesso di finire la lista di quello che avrei voluto vedere. Per cui, sono assolutamente cosciente di fare una barbara selezione, e anzi ringrazio i vari blog e guide che nei primi giorni di fiera hanno fatto una panoramica precisa di ciò che non poteva essere perso, e che ho minuziosamente segnato in vista del mio tour di force di sabato 21 aprile.

Bisognerebbe non essere addetti al settore, per potersi godere le installazioni che animano Milano in questo periodo!

(Foto e video tutti da cellulare)

Primo posto assoluto, Monster Cabaret di Lasvit, Teatro Gerolamo

Vincitore tra l’altro del Milano Design Award, l’ installazione Monster Cabaret di Lasvit mi ha permesso di scoprire un posto di Milano a me totalmente sconosciuto, il Teatro Gerolamo. Riaperto solamente lo scorso anno dopo i lavori di ristrutturazione (era stato chiuso negli anni 80 perchè non piu compatibile con le normative di sicurezza), è una location con ben… 209 posti!!

Lasvit Teatro Gerolamo (6)

Abituati ormai alle multisale o al fasto dei grandi teatri, non avevo mai visto un posto del genere, una miniatura dal fascino assoluto.

Sul palco, una sedia solitaria, illuminata e accompagnata da un’installazione di lampade Lasvit. Al centro della sala, l’installazione The Independant di Maxim Velčovský, un  mega “mostro” che si erge dal pavimento con il suo carico di schermi. Sugli spalti, le collezioni dell’azienda.

Un luogo che valeva la pena essere scoperto, allestito mantenendone intatta la teatralità.

Lasvit Teatro Gerolamo (8)

Lasvit Teatro Gerolamo (7)

Secondo classificato: Preciosa lighting, La Posteria.

Devo ammettere che qui i nuovi mezzi di comunicazione sono stati fondamentali. Non avevo letto di questa installazione e molto probabilmente l’avrei persa, se una mia amica  non avesse postato un’immagine su Instagram il giorno prima accendendo tutta la mia curiosità verso questo luogo.

Quindi, navigatore alla mano, raggungo La Posteria, pochi passi da Piazza Castello, e rimango folgorata da Preciosa, azienda della quale non avevo ancora sentito parlare.

Sono sempre stata affascinata dalla luce e dall installazioni luminose, e questa cascata di sfere, trasparenti e opache, che si illuminano a suon di musica, ha una presenza scenica ipnotica. Avrei potuto fermami ore a contemplarla.

Preciosa Posteria (1)

Preciosa Posteria (4)

Un dettaglio, sia Lasvit che Preciosa sono aziende, di luci, della Repubblica Ceca… per cui primato assoluto, almeno mio, in creatività!

Terzo classificato, The Secret Colors of Milan,  Galleria Manzoni

Concept design dello Studio Marco Piva per Marie Claire Maison Italia.

Gioco in casa, lo so, ma e’stato bello rivedere prendere vita un luogo che appartiene alla mia giventù, che da molto tempo è ormai deserto, se non fosse per le serate del teatro, unica attività rimasta oltre all’antiquario.

Nove vetrine cromatiche, allestite con le più importanti aziende del settore, hanno creato degli still life dell’abitare contemporaneo, affiancati poi dal Global Village con i progetti di architettura dello Studio Marco Piva e da Alitalia Lounge, una preview delle nuove lounges che verranno presto inaugurate a Roma Fiumicino e New York.

Un lavoro immenso di organizzazione ripagato dal risultato finale, con più di  1250 accrediti la serata dell’evento,  e dall’emozione di rivedere la Galleria “viva”.

Secret Colors (6)

Secret Colors (9)

Secret Colors (2)

Secret Colors (3)

4. Hidden Senses, Sony Design, Via Savona 56

All’interno dello Spazio Zegna, un’esperienza sensoriale a tutto tondo, una serie di installazioni per adulti e bambini, per interagire con oggetti familiari e allo stesso tempo donargli nuova vita. Le possibilità portate dalla tecnologia permettono di usare come touch screen un box di legno, o di cambiare canale al televisore con un cubo. Perchè no, riflettere la propria fotografia scattata in tempo reale sul muro o cambiare il fuso orario all’orologio con un dado. oppure, sfogliare un album con diverse destinazioni e in tempo reale vederle apparire sul muro, moderni quadri digitali per l’abitare contemporaneo.

Infinite possibilità per un nuovo domani, che arricchiscono i sensi di nuove percezioni.

Hidden Senses (2)

Hidden Senses (1)

5. Nendo, The Forms of Movement, Superstudio Piu

Al quinto posto, ma solo per l’organizzazione. Avendo saputo della notevole coda per riuscire a visitare questa esibizione, mi sono presentata a Superstudio alle 9.45 del mattino. E non mi hanno fatto entrare, apriva alle 10. Il tempo di un breve giro al Nhow e torno indietro alle 10.05… 25 minuti di coda per accedere. Non oso pensare nel resto della giornata come si possa essere distribuita la fila.

Un’installazione molto concettuale e allo stesso tempo culturale, con 10 concept basati sull’idea di movimento, che nascono dalla funzione dell’oggetto, del materiale o del metodo di produzione. Arredi dall’aspetto soffice costituiti da fogli di policarbonato, tavoli dove linee e superfici si confondono, piastrelle dove il particolare processo di stampa manuale rende visibile l’idea di movimento, le cinque zip o  le clessidre che misurano il tempo. Per ogni oggetto la spiegazione delle fasi della produzione, modellini, e filmati.

Molto interessante, ma sicuro avrebbe meritato un’esposizione più lunga e decontestualizzata, con un tempo a disposizione per la visita molto diverso, per potersi soffermare sulla mole di lavoro prodotto. A mio personale avviso, poco adatto al circuito frenetico del Fuorisalone

Nendo

nendo2 (1)

Nendo (1)

6. Inhabits design, Piazza Castello

Da quando ne ho memoria, nessuna iniziativa era riuscita a coinvolgere tout court Piazza Castello, per cui meritevole di lode l’iniziativa Inhabits proposta dalla casa editrice Design Diffusion. Insieme a soluzioni abitative caratterizzate da House Units realizzate con tecnologie innovative e attenzione all’ambiente, una parte importante dell’area è stata dedicata all’intrattenimento, per tutte le età. Al mio passaggio, ad esempio, si teneva una lezione di Yoga all’aperto, nello stesso palco che la sera ha ospitato concerti. Tutto intorno, banchetti di street Food e aree conviviali per il relax.

Un bel mix tra design e integrazione con la città, per far vivere questa zona anche all’esterno delle mura del Castello.

Castello Inhabits (1)

Castello Inhabits (5)

Castello Inhabits (3)

7. Lavazza Tiny by Toiletpaper, Mediateca Santa Teresa.

La direzione qui in realtà doveva essere quella di “Disco Gufram“, un revival delle discoteche anni ’80 con un allestimento  pop per scoprire la nuova collezione dell’azienda.

In realtà, ahimè, non avevo certo fatto caso che, al contrario delle maggior parte delle installazioni del Fuorisalone, questa durava solo fino a sabato 21, e fino a tipo le 19 di sera, e credo di essermi presentata circa alle 19.30. Niente da fare, un omone di colore ha fatto gentilmente notare a me e un altro gruppetto, persone che stavano  montando imbottiti su un camion, disallestimento in corso!!

Troppo stanca e provata dalla giornata, non ho le forze per rimanerci male, e così mi guardo intorno!
A pensarci bene, non ero mai stata in questo luogo, una ex chiesa barocca  in disuso trasformata in biblioteca multimediale, la Mediateca Santa Teresa.
Oltre a quella che doveva essere l’installazione di Gufram, c’è un piacevolissimo giardino all’aperto con DJ Set, e l’interno è molto particolare anzi, proprio bellino.
Qui Lavazza ha presentato, insieme a Toilet Paper, la nuova macchina da caffè Tiny. Piccola, coloratissima e Pop, cornice perfetta per evadere dal delirio del Fuorisalone, location ideale per gustare un buon caffè.
Lavazza Tiny by Toiletpaper (2)

 

8. dOT (design Outdoor Taste), Piazza San Marco

Lo storico sagrato di piazza S. Marco si è trasformato in un garden urbano dedicato all’outdoor living, design & lifestyle, in un connubio tra arte e design alquanto inedito. Ammetto di essere stata di passaggio, e molto di sfuggita.. ma dopo anni di laicità, per un breve attimo mi è venuta una voglia irrefrenabile di raggiungere la chiesa… a nuoto 🙂

Grazie, Jacuzzi!

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9. Palazzo Swarovsky

Oggetti di uso quotidiano, da lampade a righelli a piccoli portagioie, in prezioso cristallo Swarosvky, in una location dedicata all’interno dello storico Palazzo Serbelloni di Milano.

Pulito e prezioso, ma non stupefacente. Molto probabilmente, la stanchezza della giornata iniziava a farsi sentire.

Swarovsly Palazzo (6)

Swarovsly Palazzo (4)

10. Missoni Home, “Blowing in the Wind”, Via Solferino

Luci e ombre, riflessi, sonorità, colori: anche quest anno lo spazio Missoni Home non delude, seppur apparentemente vuoto: unici volumi tre macro strutture cilindriche rivestite con piccoli e leggeri moduli colorati, che mossi da ventilatori generano i propri riflessi tutto intorno. Un impatto emozionale forte, peccato solo che questa volta non si possa portare via niente (speravo nella carta da parati dello scorso anno ;))

Missoni Home (2)

Missoni Home (4)

NC. Louis Vitton, Palazzo Bocconi

Fuori classifica, perchè parzialmente non classificabile.

Anche qui, una mezzora buona di coda (con il ragazzo addetto alla security che passava a distribuire bottigliette d’acqua a chi era in attesa sotto il sole cocente, dettaglio di degno rilievo), per poi accedere al piano superiore, con una scenografica installazione a soffitto e l’esposizione di pezzi della collezione Objets Nomades, come il Blossom stool di Tokujin Yoshioka.

Installazione pulita e sofisticata, da 8 in classsifica. Poi, però, un ulteriore coda per accedere a un’altra stanza… e ho desistito, credo potrò sopravvivere al rimorso di non sapere cosa avrei potuto vedere 🙂

Louis Vitton (7)

Louis Vitton (5)

E quindi… eccoci qua, report concluso. Il bello di Milano, durante il Fuorisalone, è che ti permette di entrare in palazzi e cortili inconsueti,  scoprire scorci che non avevi mai potuto ammirare, vivere situazioni oniriche o suggestioni ipnotiche, ampliare orizzonti.

Ogni anno, insieme a tante conferme, c’è sempre quacosa da scoprire, altro da imparare.

La noia? Non esiste!
Alla prossima!

Greta

greta@gretagabaglio.com