28 Ago
2016

Non credo mi sarebbe piaciuto essere ragazzina, oggi.
Ricordo con un sorriso, e tanta tanta nostalgia, le imprese epiche fatte ormai più di 20 anni fa, quando per conoscere dettagli sul ragazzino di turno dovevi sfoderare arguti stratagemmi, reperendo informazioni qua e là, con unico aiuto le pagine bianche e, se eri fortunata, qualche amicizia in comune.
Eh si, i telefonini stavano facendo la loro apparizione, ma erano “scatole” da ricchi e facevano solo chiamate, di certo non si mettevano in mano ad una ragazzina.

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C’era il telefono fisso dei tuoi, tu fuori dalle mura domestiche e le cabine telefoniche, i tuoi amici “veri”, e le lettere.
Le lettere! Oddio….Ripenso a quelle che scrivevo a 10 anni al ragazzino di Firenze, la mia prima vera cotta, con attaccati sulla busta stickers vari e frasi d’amore. Vorrei aver visto la faccia del postino prima e dei suoi genitori poi quando arrivavano a destinazione :). Giorni e giorni a chiedersi se fosse arrivata, a contare il tempo tra un presunto arrivo e l’attesa della risposta, a spiare dalla finestra il postino per anticipare i tuoi genitori. E poi arrivava!! Una lettera per me! La paura di aprirla, la gioia, i baci sulla carta… Ma oggi le ragazzine baceranno lo schermo del pc o ero totalmente fusa io? 🙂

 

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E poi c’era quel ragazzo conosciuto in montagna, di cui dopo tortura ad una amica in comune avevo scoperto il cognome e che abitava a Monza, e già mi sembrava tantissimo… Eh già, peccato che sulle pagine Bianche c’erano 15 persone con lo stesso cognome. Li avevo chiamati tutti uno ad uno, acquistando una tessera da 5000 lire e nascondendomi in una delle tante cabine . Solo qualche anno dopo seppi che in realtà era un paesino in provincia di Monza, per cui le mie ricerche erano state vane (ma ricompensate dalla vita qualche anno più tardi ;).

E poi, la più bella… il pagamento di una foto!!!
Eh si, c’era un ragazzino che mi piaceva molto e da tantissimo, giocavamo a tennis insieme per cui sapevo che a lui non gliene fregava nulla (la fase era quella dei 12 anni :)). Ebbene, il mio amore platonico lo sapevano un pò tutti, io non riuscivo neanche a rivolgergli parola. Finchè un giorno, un altro ragazzino mi dice che, se voglio, lui ha una sua foto. La voglio!!! Le foto, 20 anni fa, avevano tutto un altro valore, esistevano solo stampate o in versione francobollo da pellicola da guardare in controluce, altro che virtualismi!
Ricordo ancora l’emozione quando me l’ha data, a ben 1000 lire. L’ho consumata di baci, pensavo fosse la cosa più bella che avevo. Sorrido, perchè quella foto ce l’ho ancora, nella scatola dei ricordi, e immortalato c’è un bambino, ma per me quella foto è stato tutto (per qualche mese almeno ;)).

E poi c’è quel ragazzo conosciuto in vacanza, che aveva un nome strano, che già allora non ricordavo, ma avevo perso il numero di telefono fisso che mi aveva dato… ci ripenso ancora oggi per quanto mi sono maledetta, chissà com’è diventato.

Eh già, perchè oggi, 2016, i tre ragazzini di cui sopra sono adulti. Adulti di cui conosco tantissime cose, pur senza averli più visti e senza aver chiesto a nessuno. Tantissime persone che hanno attraversato la mia vita, e che avrei inevitabilmente perso nel tempo, sono miei “amici” su Facebook, e con piacere seguo le loro evoluzioni.

 

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Così oggi mi chiedo: se fossi stata ragazzina oggi, avrei vissuto queste emozioni?
Oggi è tutto così facilmente a portata di mano. Con un nome e cognome puoi potenzialmente sapere tutto, comodamente seduta davanti al pc o sul divano con il tuo telefonino. Con una precisa posizione, tramite Instagram, puoi anche aver la fortuna di trovare scatti di una persona di cui non conosci neanche il nome. Con WhatsApp, puoi scrivere illimitati messaggi e sapere se e quando sono stati letti.
Non sono contraria ai social network, anzi, ho ritrovato tante persone e per prima mi piace condividere alcuni miei momenti.

Allo stesso temnpo, sono convinta che se avessi avuto queste possibilità 20 anni fa, avrei fatto casini stratosferici! 🙂 Eh si, perchè le tre storielle riportate sono quelle che forse più meritano di essere ricordate, quelle per cui davvero avevo lottato, e che oggi mi fanno sorridere. Non è successo niente con nessuno dei tre (avevo tra i 10 e i 12 anni!!!), e certo non sarebbe successo niente neanche con la tecnologia, ma probabilmente avrei mandato messaggi degni di una stalker e rovinare quelle che oggi sono amicizie o, forse, se fossi partita con tutte le informazioni, non avrei neanche lottato. O forse avrei incontrato altre persone. Chi lo sa cosa avrebbe potuto essere e se avrebbe influito su quella che sono oggi.

Di certo, sarebbero state emozioni diverse, per cui sono assolutamente felice sia andata così, la mia adolescenza, non poteva essere migliore!! 🙂

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Greta

greta@gretagabaglio.com

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